Un
pesciolino nuota nel mare con l’idea di tirarsi su il morale. Ma qualcosa non torna: ogni animale che incontra sembra terribilmente triste.
Una medusa abbattuta.
Un pesce palla sconsolato.
Pesci pagliaccio giù di corda.
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Pagina dopo pagina il pesciolino attraversa un mare pieno di facce affrante e la tristezza sembra diffondersi ovunque. Tutto intorno appare cupo, come se l’intero fondale fosse attraversato dallo stesso umore.
Finché succede qualcosa che cambia completamente la scena.
Il pesciolino scopre che non sempre le cose sono come sembrano: a volte basta cambiare prospettiva per accorgersi che quello che vedevamo come triste era semplicemente… guardato nel modo sbagliato.
Lo consiglio perché è un albo costruito con pochissimi elementi visivi e un’idea narrativa molto chiara: mostra ai bambini quanto il punto di vista possa trasformare quello che vediamo. È un libro che permette di parlare di emozioni partendo da un meccanismo molto concreto — lo sguardo con cui interpretiamo il mondo.
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Un mare di tristezza
Testi e illustrazioni: Anna Iudica, Chiara Vignocchi, Silvia Borando
Editore: Minibombo
Età di lettura: dai 3 anni