Gionane è sicuro: andare a scuola è una noia mortale. Molto meglio tornare all’asilo insieme alla sorella Lena! Ma quando prova davvero, tra bambini che piangono, nasi che colano e giocattoli contesi, si accorge che forse non è esattamente come lo ricordava. Allora resta un’altra possibilità: andare al lavoro con mamma e papà. Anche lì, però, tra impegni e cose decisamente poco divertenti, la giornata non va proprio come aveva immaginato.
Con ironia e un punto di vista completamente dalla parte del bambino, il libro racconta quel «non voglio andare a scuola» che può comparire all’inizio di un nuovo percorso, dopo una pausa o semplicemente in una giornata storta. Giona immagina che qualsiasi alternativa possa essere migliore, finché non ha l’occasione di sperimentarla davvero e scoprire, da solo, che forse la scuola non è poi così male.
𝗟𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ parla del rifiuto della scuola senza drammi e senza lezioni da impartire, affidandosi invece all’umorismo e all’esperienza del protagonista. Una lettura particolarmente adatta in vista dell’inizio o del rientro a scuola, per dare spazio anche a dubbi, resistenze e piccoli «io non ci voglio andare».
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𝗡𝗼𝗻 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮
Testi: Amélie Graux
Illustrazioni: Amélie Graux
Editore: NubeOcho
Età di lettura: dai 4 anni