Leparole che scegliamo per parlare del corpo contano. Chiamare ogni parte con il proprio nome, senza soprannomi e senza imbarazzo, significa trasmettere a bambine e bambini un messaggio semplice ma importante: del corpo si può parlare, si può fare domande, si può conoscere ciò che ci appartiene.
Questo albo parte proprio dalla vulva per accompagnare alla scoperta del corpo e della sessualità con un linguaggio semplice, corretto e adatto all’infanzia. Anatomia e fisiologia si intrecciano così a temi come la cura dei genitali, le mestruazioni, il concepimento, l’affettività, le relazioni e il consenso. Un percorso che non si limita quindi a spiegare “come siamo fatti”, ma aiuta a costruire fin da piccoli consapevolezza, rispetto e un rapporto sereno con il proprio corpo.
𝗟𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ mi piace l’idea che l’educazione sessuo-affettiva possa cominciare dalle cose più semplici: dare un nome corretto alle parti del corpo, conoscerle e sapere che possiamo parlarne senza vergogna. È un libro che offre parole precise ai bambini, ma anche agli adulti, aiutandoli ad affrontare argomenti che spesso non sappiamo bene come introdurre. In fondo al volume c’è infatti una parte dedicata proprio a genitori ed educatori, con indicazioni per accompagnare la lettura e rispondere alle domande dei più piccoli.
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𝗙𝗮𝗿𝗳𝗮𝗹𝗹𝗶𝗻𝗮? 𝗦𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮 𝘃𝘂𝗹𝘃𝗮!
Testi: Anna Salvia
Illustrazioni: Cristina Torrón
Traduzione: Manuela Paini
Casa editrice: Editoriale Scienza
Età: dai 4 anni